Umberto Giordano
Il nostro percorso nel verismo musicale si è
snodato attraverso la musica di Mascagni, Puccini, Leoncavallo
e Cilea. Oggi vogliamo rammentare l’ultimo dei grandi
interpreti di questo movimento, la cui carriera ebbe esordi
difficoltosi e complessi: Umberto Giordano.
La sua opera di esordio Mala vita, lavoro spiccatamene di
gusto verista, riscosse un discreto successo alla prima rappresentazione
avvenuta nel 1892 a Roma. Tuttavia l’inconsueta crudezza
del libretto suscitò aspre polemiche nel pubblico napoletano.
Artista di temperamento esuberante incide nella sua musica
i tratti salienti della sua personalità, realizzando
opere dove una calda, appassionata vena melodica ed una cantabilità
piacevole si sposano ad uno spiccato senso teatrale ed ad
una suggestiva immediatezza musicale.
La via del successo si schiuse per Giordano con Andrea Chénier,
la cui prima rappresentazione nel 1836 a Milano fu seguita
da un altro grande successo due anni dopo con il dramma Fedora.
Andrea Chénier
Opera in quattro atti su libretto di Luigi Illica, il grande
librettista autore tra le altre di Bohéme, Tosca, Madama
Butterfly, Iris, Manon Lescaut, è dramma con ambientazione
storica nella rivoluzione francese. Concepita secondo i canoni
del verismo ha per protagonista un poeta realmente esistito
nella seconda metà del ‘700, Andrea Chénier.
Nonostante l’opera subisca precise critiche di squilibri
nella struttura musicale e per l’accentuata enfasi sanguigna
e tribunizia che spesso trascende nel declamatorio, l’immediato
coinvolgimento nella dinamica teatrale e l’accattivante
vena melodica ne fanno un'opera di rapida assimilazione e
di grande attrattiva sul pubblico.
Il libretto, molto bel congegnato apre il primo atto al ballo
della contessa di Coigny dove il giovane poeta Andrea improvvisa
in inno ispirato a nuovi ideali progressisti.
Unica tra gli ospiti a rimanere colpita ed affascinata dal
giovane sarà la contessina Maddalena.
Dall’imagine dorata della festa il secondo atto vede
Parigi innalzare la ghigliottina in un'atmosfera piena di
delatori. Il poeta ricercato e Maddalena si dichiarano reciproco
amore. Andrea è ormai stato catturato ed in una cella
scrive i suoi ultimi versi. La contessina facendosi passare
per una condannata lo raggiungerà in prigione ed insieme
verranno condotti al patibolo. Mario del Monaco e Maria Callas
nella loro esecuzione sono sicuramente due amanti indimenticabili.
( Orchestra Teatro alla Scala, Antonino Votto, 1955 recording,
Emi Classic)
Umberto Zanobetti
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© Umberto Zanobetti
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