Del verismo
Circoscrivono il perimetro del verismo musicale i
lavori di 6 musicisti: Mascagni, Leoncavallo, Giordano, Cilea,
Franchetti e Puccini, con loro nacque la Giovane Scuola. Molte
le opere brevi che parlano di tragici drammi amorosi, inseriti
nel mondo sottoproletario e contadino, ambientate nel meridione
d’Italia; racconti rappresentativi, con un filo di continuità
tra declamato ed orchestra, legati dallo stile sinfonico proveniente
dal nord Europa. Accentuati i registri alti, esasperata la
vocalità, netta la chiusura di arie e duetti d’amore,
stimolo al momento magico dell’applauso.
Franco Corelli
Tra i grandi cantanti del novecento Franco Corelli emerge
per la sua vocazione di tenore baritonale, con una voce profonda
e possente, di grande ampiezza ed estensione, supportata da
un livello tecnico particolarmente evoluto che lo ha reso
interprete di successo dal 1950 al 1976, anno del suo ritiro
dalle scene.
Nel ‘50 vinse un concorso di canto lirico sponsorizzato
dal Maggio Musicale Fiorentino che lo mise in luce, arrivando
quattro anni dopo alla Scala accanto alla divina Maria Callas;
fulgida occasione che lo collocò tra i grandi cantanti
del momento. Fu significativo interprete della Giovane Scuola.
Leoncavallo e I pagliacci
Con una buona preparazione letteraria che gli permise di scrivere
personalmente i suoi libretti, Ruggero Leoncavallo arrivò
ad uno strepitoso successo quando nel 1892 fu presentata a
Milano la prima de I pagliacci, opera in due atti e prologo
che si ispira ad un fatto vero accaduto a Montalto Uffugo;
un omicidio per gelosia che il padre, magistrato, aveva giudicato.
La cronaca nera conquista dunque le scene teatrali. Collocata
a modello tra le opere veriste è stata spesso rappresentata
insieme alla Cavalleria rusticana, raccogliendo applausi in
tutto il mondo. Bellissimo l’equilibrio tra musica e
risultati drammatici, che nel secondo atto esplodono tra il
clima giocoso della commedia e il drammatico, violento finale,
dove Canio, attore Pagliaccio di una piccola compagnia teatrale,
sobillato da Tonio, uccide la moglie e l’odiato amante
rivale.
Per gustare il sapore agro e popolare di questa bellissima
opera consiglio vivamente un’edizione del 1954 dove
Franco Corelli è un Canio potente, accorato, pagliaccio,
insieme al celebre Tito Gobbi e la bravissima Mafalda Micheluzzi,
diretti da Alfredo Simonetto. (Edizioni Bongiovanni, live
recording, Milano 1954)
Umberto Zanobetti
© Umberto Zanobetti
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