1902 ®
Umberto Zanobetti

Recensioni e commenti all'Opera  
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Musica



Epinicio dalla famiglia
Dall’inizio dell’Ottocento la famiglia subisce una profonda metamorfosi che coinvolge le relazioni tra parenti e l’influenza del nucleo familiare nella società civile dell’epoca.
Subiscono profondi cambiamenti i rapporti tra padri e figli che, dopo secoli incentrati da vincoli di subalternità e sudditanza, si vedono legati ai genitori da “nuovi” sentimenti: il rispetto, la stima e l’amore filiale. Anche i genitori vivono nuove esperienze emotive, il desiderio di una linea di trasmissione della propria tradizione, la partecipazione ai sentimenti, l’educazione dei figli.
Su tutto emerge la figura della donna, che esce dal proprio ruolo, defilato e subalterno, proponendo una nuova idea di focolare domestico, dove ella domina gentilmente le incertezze, custodisce segreti e fragilità, sostiene, conforta ed unisce tutta la famiglia. Un modello femminile che ha saputo cementare il nucleo familiare fino al 1970, e desolatamente perso oggi.

Salotto romantico
Immaginiamo un salotto ottocentesco nella società mitteleuropea: le lampade a petrolio con la loro calda luce, il camino acceso, gli elaborati ricami poggiati sulle credenze, i ritratti degli avi alle pareti; in un angolo, ma non defilato, il pianoforte.
E nelle fredde serate del nord, con ospiti e amici, tra le calde mura domestiche la musica si alternava alla conversazione. Accompagnato dal violino e dal violoncello, il pianoforte permeava la famiglia con la potenza della sua inequivocabile unicità, rendendo omaggio alle nuove esigenze sociali con una musica intima, poetica, romantica.

Schumann ed il pianoforte
Uomo sensibile, con una instabilità emotiva dilaniata da incertezze e oscure visioni, ha saputo esprimere la purezza e la dolcezza della sensibilità romantica. Eccellente pianista, nel tentativo di rinforzare l’anulare sinistro compromise irreversibilmente l’uso della mano. Dedicatosi alla composizione seppe creare una serie di lavori di rara bellezza, dove espresse con l’amato strumento la leggerezza, la novità, i simboli di una nuova epoca, legati indissolubilmente a sonorità contrappuntistiche e barocche che, lievi, escono dalle corde dei violini.
Emozionante incontro é l’opera 113, Märchenbilder, veramente bellissima; alla luce delle candele le magiche mani di Martha Argerich sapranno trasmettere tutto l’anelito di speranza e d’amore per la vita che Schumann racchiuse nella musica, a dispetto della sua infelice esistenza. (Martha Argerich, Robert Schumann, Emi Classic).

Umberto Zanobetti
(Fonte L'opinione)




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