Epinicio dalla famiglia
Dall’inizio dell’Ottocento la famiglia
subisce una profonda metamorfosi che coinvolge le relazioni
tra parenti e l’influenza del nucleo familiare nella
società civile dell’epoca.
Subiscono profondi cambiamenti i rapporti tra padri e figli
che, dopo secoli incentrati da vincoli di subalternità
e sudditanza, si vedono legati ai genitori da “nuovi”
sentimenti: il rispetto, la stima e l’amore filiale.
Anche i genitori vivono nuove esperienze emotive, il desiderio
di una linea di trasmissione della propria tradizione, la
partecipazione ai sentimenti, l’educazione dei figli.
Su tutto emerge la figura della donna, che esce dal proprio
ruolo, defilato e subalterno, proponendo una nuova idea di
focolare domestico, dove ella domina gentilmente le incertezze,
custodisce segreti e fragilità, sostiene, conforta
ed unisce tutta la famiglia. Un modello femminile che ha saputo
cementare il nucleo familiare fino al 1970, e desolatamente
perso oggi.
Salotto romantico
Immaginiamo un salotto ottocentesco nella società mitteleuropea:
le lampade a petrolio con la loro calda luce, il camino acceso,
gli elaborati ricami poggiati sulle credenze, i ritratti degli
avi alle pareti; in un angolo, ma non defilato, il pianoforte.
E nelle fredde serate del nord, con ospiti e amici, tra le
calde mura domestiche la musica si alternava alla conversazione.
Accompagnato dal violino e dal violoncello, il pianoforte
permeava la famiglia con la potenza della sua inequivocabile
unicità, rendendo omaggio alle nuove esigenze sociali
con una musica intima, poetica, romantica.
Schumann ed il pianoforte
Uomo sensibile, con una instabilità emotiva dilaniata
da incertezze e oscure visioni, ha saputo esprimere la purezza
e la dolcezza della sensibilità romantica. Eccellente
pianista, nel tentativo di rinforzare l’anulare sinistro
compromise irreversibilmente l’uso della mano. Dedicatosi
alla composizione seppe creare una serie di lavori di rara
bellezza, dove espresse con l’amato strumento la leggerezza,
la novità, i simboli di una nuova epoca, legati indissolubilmente
a sonorità contrappuntistiche e barocche che, lievi,
escono dalle corde dei violini.
Emozionante incontro é l’opera 113, Märchenbilder,
veramente bellissima; alla luce delle candele le magiche mani
di Martha Argerich sapranno trasmettere tutto l’anelito
di speranza e d’amore per la vita che Schumann racchiuse
nella musica, a dispetto della sua infelice esistenza. (Martha
Argerich, Robert Schumann, Emi Classic).
Umberto Zanobetti
(Fonte L'opinione)
© Umberto Zanobetti
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