Dall'Intermezzo all'opera comica
Abbiamo visto come il Settecento portò nuove
prospettive nella struttura musicale dell’opera e come
nella divisione tra l'elemento drammatico ed il buffo sia nato
un nuovo tipo di intrattenimento: l’Intermezzo.
Il grande successo riscosso dalle rapide ma incisive apparizioni
sulle scene di brevissime storie comiche, posero immediatamente
i presupposti per l’approfondimento di tutta una serie
di elementi nuovi che si sarebbero, di li a poco, tradotti nell’opera
comica: come esprimere la comicità con la musica, se fosse
possibile l’ideazione di nuovi modelli di canto, lontani
dalle fioriture e gli estetismi, la creazione di nuove ambientazioni
sceniche che non fossero i paesi incantati dell’antica
Roma o della saggia Grecia.
Anche per l’opera comica il successo e la diffusione furono
immediate, condotte normalmente in più atti dettero ai
numerosi librettisti che si infilarono nella nuova moda, la possibilità di
introduzioni fantasiose, geografie straordinarie condite da personaggi
diversi, estratti dalle più svariate classi sociali. Tipi
bizzarri, furbi, ingordi, iracondi, ingenui; caricature ci riportarono
inesorabilmente alla nostra vita quotidiana, spesso alla realizzazione
di quei piccoli sogni che ognuno ha dentro il proprio cassetto;
anche il linguaggio si trasformò, scendendo dal piedistallo
degli eroi a quello di comari impiccione, servi dal gomito facile,
untuosi faccendieri.
Si cantò in modo diverso anche l’amore, fino a quel
momento trattato in maniera trascendente, puro sentimento privo
di un inizio terreno e che solo la morte poteva sciogliere, destinato
ai grandi eroi, ricco di abbellimenti ed elevazioni morali. Ora
l’insinuante attrazione motrice tra gli innamorati esce
sulla scena, i segnali complici, i rituali da pavone, la correità di
situazioni economiche e sociali favorevoli, si insinuano nei
libretti, la gelosia piccola e un po’ meschina si fa parte
trainante di azioni spesso esilaranti, riportando alla nostra
realtà tutta una gamma di sensazioni e sentimenti mai
esplorati nel teatro lirico prima di allora.
Anche dal punto di vista musicale nuova rivalutazione lo ebbero
tempi come l’allegro ed il presto, che facilmente si prestarono
a situazioni buffe e dinamiche; i minuetti si elevarono ad accompagnare
barocchi corteggiamenti, le arie persero il loro rigore costruttivo
per andare a descrivere minuzie e pensierini di dolci ed ingenue
(?) fanciulle.
Una vera rivoluzione, che portò nel teatro un effetto
stimolante, pieno di novità, come in pochi altri momenti
della storia musicale.
Umberto Zanobetti
(Fonte L'opinione)
© Umberto Zanobetti
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